A Garlasco riparte la B1 dell’Everest, coach Mazzola: «Le prossime partite ci porteranno difficoltà: tutto sta a come affrontarle»

Trentatré giorni dopo l’ultimo impegno ufficiale in campionato l’Everest MioVolley si prepara a tornare in campo e a farlo con la trasferta di Garlasco (gara al via sabato alle 20:30): le biancoblù, al momento terze in graduatoria nel girone C, affronteranno la seconda forza del campionato prima di proiettarsi nel weekend successivo alla sfida con la capolista Imola.

Il mese speso lontano dal campionato non è affatto trascorso invano per la squadra di coach Enrico Mazzola. «La prima parte della sosta è stata dedicata alla preparazione fisica che ci è servita per ricaricare le batterie – spiega l’allenatore dell’Everest – Da un punto di vista tecnico ci siamo poi concentrati su qualche accorgimento dedicando maggiore attenzione alla battuta e cercando qualche nuova tipologia di attacco per rendere meno prevedibile la lettura alle nostre avversarie». L’Everest ha potuto affinare i concetti nel Torneo di Volano – affrontando positivamente Rubierese e Volano – e in allenamenti congiunti, l’ultimo dei quali disputato con Volley Crema 2.0 con due set vinti a testa.

Guardando alla classifica è tanta la soddisfazione per i 24 punti finora conquistati e la terza piazza insieme alla Rubierese. «Non mi aspettavo di essere in questa posizione di classifica ma la situazione è ancora in bilico considerando che le ultime giornate del girone ci porteranno ad affrontare prima e seconda in classifica. Garlasco? Ha un ruolino di marcia estremamente costante e ha dimostrato maggiore facilità a fare 3-0 con squadre di metà classifica, sono una squadra che non ha particolari punti deboli».

«Le prossime partite ci porteranno difficoltà: tutto sta a come affrontarle – conclude coach Mazzola trovando una chiave di lettura su “due ruote” – Il torneo di sabato scorso mi ha detto che i ritmi sono buoni ma che la squadra nei momenti di difficoltà perde sicurezza e quando si perde sicurezza vengono evidenziate anche le difficoltà tecniche. Nessuna paura e tanto coraggio: come il ciclista che parte in fuga, senza guardarsi indietro».

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